Sottotitolo: storie di nimici, eroi e spirdi Autore: Bruno Cimino Pagine: 288 Dimensioni: 13x20x2 cm Collana: Narrativa inclusa Numero: 3 Lingua: Italiano ISBN: 978-88-95031-36-1 Costo: € 12,90 Genere: Romanzo storico Gurnèa è un rione della città di Tropea. Il nome è sopravvissuto nei secoli nonostante la spessa polvere dell’apatia sociale accumulatasi durante il divenire della storia. Il luogo, oggi, è una ridente periferia con abitazioni private, qualche albergo, strade e giardini di aranci e limoni. Nel 1495 era radura selvaggia di fitta boscaglia. I soldati francesi di Carlo VIII, in lotta contro gli Aragonesi per il dominio dell’Italia meridionale, assediarono l’imprendibile Tropea alleata con re Ferdinando II d’Aragona. L’assedio durò diversi giorni sino a quando vi fu uno scontro impari e cruento con un drappello di soldati tropeani usciti in avanscoperta dopo essere stati ingannati da una finta ritirata dei Francesi. Quasi tutti i soldati tropeani furono trucidati e i loro corpi giacquero in una gurnèa (che vuol dire pozzanghera) di sangue. Nella prima parte del romanzo “Gurnèa” si inseriscono personaggi realmente vissuti ed altri nati dall’immaginazio-ne dell’autore. La storia narrata, tra fantasia e realtà, è un tentativo per non cancellare l’eroico avvenimento realmente accaduto e conclusosi tragicamente. Nella seconda parte (siamo nel 2095) alcuni personaggi, ‘rinati’ da quella immane tragedia, rivivono e continuano, in un futuro immaginario, una storia d’amore spezzata a testimonianza che solo i grandi sentimenti possono sconfiggere il tempo e lo spazio. Leggi alcune pagine del libro Guarda il video del tgr calabria Leggi la recensione su Il Quotidiano, Poro.it, Il Gazzettinotropea.com, Il Gazzettino di Tropea, Blogbooksshow.com, Calabria Ora, Tropeaperamore.it , Gazzettinoditropea.com , La Piazza 1 e La Piazza
Sottotitolo: racconti Autore: Elena Miceli Pagine: 202 Dimensioni: 13x20x1 cm Collana: Narrativa inclusa Numero: 9 Lingua: Italiano ISBN: 978-88-95031-60-6 Costo: € 10,00 Genere: Racconti
Un susseguirsi di vicende umane scorrono tra le pagine di questo libro, strappate, forse, alla fantasia dell’autrice e calate in contesti reali, o per lo meno verosimili, di un Sud d’altri tempi, che oggi non esiste più attorno a noi, ma che rimane vivo, in mezzo a noi, perché impresso sulla pelle di molti che l’hanno vissuto e indelebile nelle loro memorie. Promesse da mantenere, amori negati, soprusi indicibili, reputazioni da difendere in un contesto in cui l’onore era tutto: questi e altri ancora gli elementi che caratterizzano i personaggi nati dalla penna della Miceli. E se da un lato è minuziosa la capacità dell’autrice di menzionare ogni dettaglio utile a proiettare il lettore dentro la storia, non manca, sullo sfondo di alcuni racconti, la presenza opprimente di una mentalità, purtroppo non del tutto superata, che ha rappresentato e ancor oggi rappresenta l’alimento principale di quel malanno chiamato ‘ndrangheta, che ha ormai raggiunto uno stato di metastasi nella nostra società. Quelle raccontate dalla Miceli sono storie di gente semplice, come se ne potrebbero sentire tante in ogni famiglia. Esperienze di vita accomunate da un unico sentimento: il forte legame alle proprie origini: uomini e donne legati a un ricordo, ad un aneddoto felice al quale tornare dopo un viaggio durato una vita o, di contro, un recondito segreto dal quale tentare la fuga.
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