Sottotitolo: 'na cuntrata i Trupea Autore: Antonio Cotroneo Pagine: 110 Dimensioni: 15x21x0,8 cm Collana: π Numero: 1 Lingue: Dialletto tropeano - Italiano ISBN: 978-88-95031-05-7 Costo: € 9,50 Genere: Poesia dialettale - Racconti brevi Argomento: Storie popolari e riferimenti biografici Solitamente i libri scritti sulla propria città sono agiografici, tendenti cioè ad illustrare e celebrare, oltre che le bellezze vere o presunte, un passato ricco di gloria (comprensibilmente enfatizzato) oppure tradizioni locali particolari, generalmente riconducibili a solenni feste liturgiche-patronali o ad eventi sociali, che danno un cliché stereotipato, ma distinguibile. Il lettore, in questo scritto, non troverà nulla di simili melense, ma, al contrario, egli potrà distinguere chiaramente una sequenza di immagini in chiaro e scuro che, una volta accumulate nella mente, si tradurranno in una lineare sequenza dinamica, in un lucido film mentale da cui non può che emergere, decisamente più fulgida - nonostante l’inerzia degli uomini e l’avversità della loro opera - la bellezza straordinaria del luogo natío dell’autore, vanto del Mediterraneo: Tropea. Le immagini, a volte, possono apparire persino impietose, ma sono sempre rispondenti al vero, riconducibili a testimonianze e ricordi diretti. Anzi - come hanno insegnato i grandi maestri del colore - proprio le pennellate scure consentono il contrasto necessario a rendere più marcata la luminosità e la densità delle immagini chiare. Peraltro Tropea non ha bisogno di didascalie ritrite, poiché nell’immaginario collettivo è oramai più che nota come meta di vacanze indimenticabili, che si consumano in uno scenario incantevole fatto di bianche spiagge, di mare cristallino, di vedute mozzafiato, di chiese costruite a picco su ripide rupi, di un vulcano - lo Stromboli - che interseca magicamente la linea dell’orizzonte, e di tramonti paradisiaci, prodotti dalle modulazioni della luce, che rende un gran fascino alla città. Nelle intenzioni dell’autore i racconti avevano lo scopo precipuo di spiegare le poesie in vernacolo a cui sono abbinati, per una più agevole comprensione, non letterale, ma del loro contesto socio-economico. Ma, come qualche rara volta avviene, il risultato travalica le intenzioni dell’autore, prendendo forma e sostanza di un’opera autonoma rispetto alle stesse poesie. Emerge uno spaccato della società della seconda metà del Novecento di straordinaria forza, che rispecchia la vita ed i problemi sociali, non solo di un quartiere - il Borgo (‘u Burgu’) - ma risalendo, dell’intera Tropea, della Calabria e di tutto il Meridione, accomunato nella stessa annosa questione.
Leggi alcune pagine del libro Leggi le recensioni su Tropeaperamore.it, il Quotidiano, Calabria Ora e La Piazza.
Sottotitolo: Frammenti tropeani Autore: Tiziana Aliffi Pagine: 110 Dimensioni: 15x21x0,8 cm Collana: π Numero: 2 Lingua: Italiano ISBN: 978-88-95031-02-6 Costo: € 8,50 Genere: Poesia Argomento: Poesie su Tropea Alla sensibilità di Tiziana Aliffi, pittrice e poetessa, il fascino di Tropea ha offerto facile ispirazione. E’ nata così la splendida raccolta di frammenti tropeani "La luna dietro l’araucaria" (il titolo deriva dalla poesia di Francesca Angiò che l’autrice ha voluto includere nella sua raccolta), che ora descrivono un luogo, un paesaggio, un momento, ora suggeriscono stati d’animo, ora si soffermano su caratteristiche atmosfere. La particolarità degli spunti e dei motivi si inserisce in un universo poetico di ampio respiro, che comprende motivi eterni di riflessione poetica, espressi con raffinatezza ed eleganza stilistica, non disgiunte, talora, da una garbata ironia.
Leggi alcune pagine del libro Leggi le recensioni su Tropeaperamore.it, Calabria Ora, Calabria Ora, La Piazza, il Quotidiano.
Sottotitolo: poesie Autore: Pasquale De Luca Pagine: 88 Dimensioni: 15x21x0,7 cm Collana: π Numero: 3 Lingua: Italiano ISBN: 978-88-95031-08-8 Costo: € 8,50 Genere: Poesia Argomento: Poesia intimista Atmosfere appassionate e malinconiche attraversano gli echi di un passato che, riaffiorando nei ricordi, si nutre di una quotidianità intensa che conosce bene i meandri dell’anima e guida il lettore ad analizzare e percorrere i propri. Questo è stato l’aspetto che subito mi ha conquistato nella lettura “gustata” dei componimenti di questa raccolta, i quali riescono a “contaminare”, con un movimento minimo, ma infa-ticabile e continuo, ogni nascosto angolo dell’intimo umano. In una realtà ormai povera di ideali, smembrata in tante vuote appendici di pseudo neo-culture che pongono l’accento sugli aspetti più deturpanti e mortificanti del vivere umano, svuotando di significato le parole e impostando discorsi in grado di mettere a nudo solo lacerazioni, è un piacere poter apprezzare una risalita alle radici del linguaggio, liberato da ogni manipolazione, attingendo in modo denotativo e connotativo al luogo immagi-nario e ancestrale delle proprie pulsioni vitali, genuine e intatte, che talvolta, con pochi accordi o meglio nuclei di concetto rimandano a proficue riflessioni e a sinfonie di emozioni che fanno vibrare l’anima.
Leggi alcune pagine del libro Leggi le recensioni su Calabria Ora, La Piazza, il Quotidiano e Calabria Ora.
Sottotitolo: Cui ti vidi, ti vurria Autore: Francesco Restuccia Pagine: 76 Dimensioni: 15x21x0,6 cm Collana: π Numero: 4 Lingue: Dialetto joppolese - Italiano ISBN: 978-88-95031-09-5 Costo: € 7,50 Genere: Poesie e racconti Argomento: Poesie e racconti umoristici “Terra mia - Cui ti vidi, ti vurria” è l’ultima pubblicazione del poeta-scrittore Francesco Restuccia, composta da tredici poesie in vernacolo calabrese e sei novelle; queste ultime (tranne l’inedita “L’ultimo fabbro”) ed alcune poesie sono già state pubblicate dall’autore in precedenti edizioni. Raccogliendole tutte in una sola opera, il poeta ci offre in modo chiaro e completo uno spaccato della società calabrese dello scorso secolo. Rispetto alle opere pubblicate negli anni precedenti - che hanno avuto ampi riconoscimenti dalla critica e dal pubblico - “Terra mia” appare diversa. Non più il realismo crudo di “Cecco il difficile”, della “Collina dei sogni” o della “Moglie dell’onorevole”, ma un realismo che sfocia a tratti nel surrealismo e una creatività capace di costruire personaggi originali e bizzarri. Specie nelle poesie, il Restuccia dimentica di essere uno scrittore, si libera dal suo bagaglio culturale, assimilato attraverso la lettura e gli studi continui, e si tuffa nel pozzo della memoria alla ricerca della civiltà contadina, di cui si sente ancora figlio, sebbene se ne sia allontanato per motivi di lavoro. Di questa riesce a coglierne benissimo alcuni aspetti caratteristici e a metterne in risalto le negatività; queste sono determinate superstizioni e atteggiamenti che hanno angosciato l’infanzia delle generazioni passate, quando ancora non c’era la televisione. In “Terra mia” l’autore compie una piccola rivoluzione rispetto alle opere scritte nel passato. Mentre lì, infatti, egli usa quasi sempre la scure contro la società ingiusta e corrotta, qui, invece, alle ingiustizie e all’immoralità egli reagisce con umorismo; un umorismo non sottile, ma forte - forse anche più duro della scure - e che fa riflettere e allo stesso momento ridere il lettore dalla prima all’ultima pagina. Un umorismo progressivamente sempre più graffiante, che riesce a corrodere ed abbattere le credenze che hanno segnato negativamente le antiche civiltà contadine e sulle quali i maghi televisivi hanno costruito la loro fortuna.
Leggi alcune pagine del libro Leggi le recensioni su Tropeaperamore.it, Calabria Ora, Calabria Ora 1 e su La Piazza.
Ciò che conta, per Dalida, sono sempre stati i sentimenti, la forza delle proprie radici e la tenacia nel compiere la propria missione, qualunque essa sia. Il suo modo di essere e, nello stesso tempo, la sua grande aspirazione è soprattutto l’armonia. Armonia del Creato, armonia nella musica, nelle arti figurative, nell’espressione poetica, armonia nei rapporti umani. La sua ricerca nasce istintiva, non ama i compiacimenti né le citazioni, le sue immagini le appartengono, si formano in un’emozione, attraversano il suo vissuto, ne assumono il sapore, amaro o dolce o a volte entrambi, e finiscono su un foglio di carta sul quale assai raramente compaiono correzioni e ripensamenti, ma sempre la sua firma, come un timbro.Dalida è tutto questo e molto altro, ma solo chi comprende fino in fondo ciò che comunica attraverso le sue liriche, nelle righe e fra le righe, può dire di conoscerla bene. A distanza di anni leggere i suoi scritti mi emoziona ancora, ma non posso essere certo che ricordi e sentimenti personali non deleoabbiano un ruolo in tutto questo: se non è il caso di scommettere sulla mia obiettività può invece essere sorprendente scoprire, attraverso la lettura, che ciascuno può condividere le stesse emozioni. Leggi alcune pagine del libro Leggi le recensioni su Calabria Ora
Sottotitolo: saggezza e bellezza Autore: Antonina De Leo Pagine: 80 Dimensioni: 15x21x0,8 cm Collana: π Numero: 6 Lingue: Dialletto joppolese - Italiano ISBN: 978-88-95031-27-9 Costo: € 8,00 Genere: Poesia Argomento: Poesia intimista Un antico mito narra che la Dea Minerva, Dea della saggezza e dell’intelligenza, sull’Olimpo viveva estraniata e reietta dagli altri Dei perché ritenuta la meno bella; neanche Giove dimostrava un po’ di compassione preferendo le altre a lei. La più corteggiata tra loro era Venere, Dea della bellezza e dell’amore, che per prima disprezzava Minerva, vantandosi con lei di essere la più bella e la più corteggiata, a differenza della Dea della saggezza, destinata a rimanere per sempre nell’ombra perché non possedeva la bellezza. Un giorno, le due Dee ebbero uno scontro; Minerva affrontò Venere con tutta la collera derivata in lei dal troppo subire e tacere: «Tu, che non capisci che oltre bellezza null’altro tieni! Dimmi a che ti serve il tuo lato esteriore se dentro sei vuota come il mondo e come questo tempo? Non sai che la bellezza esteriore ha fine prima o poi? Non sai che la vera potenza è interiore? Quella non svanirà mai! Prima che mi dirai risposta, la mia gloria avrò già avuto e tu ti ritroverai irrimediabilmente sola, perché puoi essere bella quanto vuoi, ma se non hai un briciolo d’intelligenza, allora passerai. Solo chi ha in mano la saggezza ha in mano il mondo». Con queste parole Minerva congedò Venere e non si sbagliò; prese, infatti, in seguito la sua rivincita sulla Dea dell’amore quando quest’ultima fu dimenticata dagli uomini che innalzarono Minerva come protettrice della Grecia dedicandole la città di Atene, chiamata così dal nome greco della Dea, Athena, appunto. Il mito della lotta infinita tra la bellezza e la saggezza si rispecchia in molte delle poesie presenti in questa raccolta che si intitola appunto Minerva vs Venere. Lo scontro, reale ed immaginario allo stesso tempo, avviene oltre che nell'intimo della poetessa anche all'esterno, ossia nella realtà che la circonda. Ciò che colpisce di più in questa raccolta di poesia è il fatto che allo scontro tra saggezza e bellezza la poetessa unisca, spesso e volentieri, in modo non del tutto percettibile, altre lotte e contrasti, interiori ed esteriori, tra la felicità e la tristezza, tra la solitudine e la compagnia, tra il fare e il non fare, tra l'amore e l'odio. Insomma una poesia onesta e sincera che, nata dallo sfogo dell'autrice per un'esistenza spesso frustrante, finisce per dare al lettore un'occasione di riflessione su valori e sentimenti comuni.
Leggi alcune pagine del libro Leggi la recensione su Il Quotidiano e La Piazza e La Piazza Giovani
Sottotitolo: da una sponda all'altra del mare Autori: Antonio Cotroneo - Mariaelisa Giocondo Pagine: 76 Dimensioni: 15x21x0,8 cm Collana: π Numero: 7 Lingue: Dialletto tropeano - Italiano ISBN: 978-88-95031-21-7 Costo: € 9,00 Genere: Poesia Argomento: Poesia intimista Ha intuito bene l’editore Meligrana quando ha deciso di mettere insieme, nello stesso libro, due poeti in tutto e completamente diversi fra loro: Antonio Cotroneo di Tropea, sul Tirreno, e Mariaelisa Giocondo di Gerace, sullo Jonio. Accostare, in alternanza una con l’altra, le poesie di Cotroneo e quelle della Giocondo, a primo impatto sembrerebbe una forzatura, una scelta avventata. E invece no. Infatti, ciò permette al lettore una lettura varia e difforme, un confronto fra due autori talmente diversi e lontani fra loro da chiedere al critico attenzione e ponderazione di giudizio. Attenzione alla tematica dai due affrontata, al retroterra storico-ambientale-culturale, alla tecnica poetico-strutturale, al lessico da essi adoperato. Ponderazione di giudizio onde evitare il rischio di superficiali confronti basati sulla semplicità di luoghi comuni astratti e non criticamente verificabili. Leggere la poesia dell’uno e subito dopo, quando ancora resistono in sfumature di pensieri i contenuti della prima poesia, leggere la poesia dell’altra in un cambiamento subito e improvviso, aiuta al confronto, in una captatio imaginum, chiara e totalizzante, di due autori così distanti nel tempo e nello spazio, così diversi nella persona e nella formazione umana.
Leggi alcune pagine del libro Leggi la recensione su Tropeaedintorni, Scriptamanent, La Piazza e Il Quotidiano
Sottotitolo: poesie Autore: Rocco Cantafio Pagine: 96 Dimensioni: 15x21x0,8 cm Collana: π Numero: 8 Lingua: Italiano ISBN: 978-88-95031-31-6 Costo: € 5,90 Rocco Cantafio, poeta e scrittore, si ripresenta ai suoi lettori con una nuova raccolta di liriche: “Inquietudini”. ... Cantafio vuole riappropriarsi di quella figura femminile, sempre presente nelle sue opere, ora in maniera palpabile. Cioè come vorrebbe che fosse; figura scomparsa nell’opera della poetica madre-figlio, ma che abbia anche un po’ il ruolo della madre. Il suo lavoro si fa più meticoloso nella nuova opera “Inquietudini”. In questo volume Rocco Cantafio supera se stesso. Vuole iniziare una nuova ricerca per dimostrare l’esistenza dell’Amore Puro Universale. L’amore solo fisico, fine a se stesso, non porta a nulla: né sentimenti, né ebbrezza, né gioia, né effusioni, né dolcezze, né comprensioni, né osservazioni, né catarsi. L’Amore Puro Universale, presente in “Inquietudini”, è voluto da Dio. All’Amore Puro Universale si arriva proprio per la purificazione interna. L’uomo vede il corpo della donna come strumento di Dio, non come oggetto. L’uomo, attraverso lunghi e graduali passaggi, completa l’essenza dell’anima con la concretezza della Terra in un’unica osmosi fra la materia e lo spirito, fra esistenza ed essenza, fra creato, creature e Creatore ove le creature hanno un’unica aspirazione: rispetto delle genti secondo i fini di Dio. L’Amore Puro Universale, secondo l’Autore, come spiegherà nella sua opera teatrale drammatica, “Delirio dell’Umanità”, ristabilirà, una volta raggiunto e conquistato, gli equilibri del mondo in tutte le esigenze. L’uomo e la donna si sono razionalizzati verso se stessi e verso il Bene supremo tramite l’Amore Puro Universale. Esso deriva da Dio per mezzo della donna che s’inchina al Suo volere. L’Amore Puro Universale è qualcosa di eccelso che fa vibrare l’anima continuamente. La storia della letteratura antica, moderna e contemporanea è piena di esempi. Nessuno ha saputo attribuire questo dato fondamentale, originale fino ad oggi.
Leggi alcune pagine del libro Leggi la recensione su Il Quotidiano
Sottotitolo: poesie Autore: Pasqualina Scrugli Pagine: 74 Dimensioni: 15x21x0,8 cm Collana: π Numero: 9 Lingue: Italiano - Francese ISBN: 978-88-95031-43-9 Costo: € 8,00 Genere: Poesia Argomento: Poesia intimista Leggere poesia equivale a capire poesia, nel senso latino del verbo capio, cioè prendere poesia e, a propria volta, esser presi dalla poesia. È ciò che avviene subito, appena aperto questo bel volumetto di Pasqualina Scrugli dove, fin dalla prima pagina, si è presi e conquistati dalla bellezza dei versi della poetessa che, come lei stessa dice, sente “il bisogno di esprimere sulla carta ciò che ha nel cuore”, ed è con “La voce del cuore” che lei parla al lettore di “animo sensibile, delicato e ben disposto verso le piccole e semplici cose della vita”, al lettore che vuole essere conquistato dalla poesia. In questo caso dalla poesia di Pasqualina Scrugli, che, con “un linguaggio molto semplice e scorrevole” caratterizzato “da una piacevole musicalità”, conduce il lettore, senza stancarlo mai, in un mondo vissuto nella sua integralità in temi diversi e variopinti legati insieme da un unico filo conduttore che è l’amore. L’amore per la vita, per le persone care (la mamma soprattutto), l’amore per la propria terra (Tropea, suo paese natale), l’amore per gli altri, l’amore per il prossimo di cristiano retaggio, l’amore per la natura. Cioè, l’amore in ogni sua forma ed espressione. Iniziando a leggere le poesie della Scrugli, che, finalmente, con questo volumetto entra in punta di piedi nel mondo della poesia stampata e chiede il giudizio del pubblico, sembrerebbe che lei consideri e veda la vita come una fiaba (Se fossi una fata), con gli occhi trasognati, ma non è così. La poetessa, senza illusioni o false pretese, con delicatezza d’immagini, a volte sfocate in quadretti naif (in modo particolare nelle Poesie in versi sciolti), non trascura nulla dei temi forti caratterizzanti la problematica sociale del mondo di oggi: la fame, la povertà, la miseria, la guerra, la malattia, la sofferenza, la violenza, la disoccupazione, la vecchiaia, senza dimenticare i propri affetti che non li esaspera in un puro e semplice personalismo che, altrimenti diventerebbe egoismo, ma li universalizza in una visione altruistica come appartenenza di tutti.
Leggi alcune pagine del libro Leggi la recensione su La Piazza
Sottotitolo: poesie Autore: Antonella Scrugli Pagine: 88 Dimensioni: 15x21x0,8 cm Collana: π Numero: 10 Lingua: Italiano ISBN: 978-88-95031-46-0 Costo: € 8,00 Genere: Poesia Argomento: Poesia intimista Aprendo il libro di Antonella Scrugli hai paura di interrompere un discorso, di entrare in un dialogo fatto fra sé e sé, per sé, con gli altri, per gli altri. Hai paura di entrare in un mondo che non ti appartiene e ti domandi perché e domandi. Ma fin dalle prime pagine, dalle prime poesie di “Rime dal cuore” ti accorgi che non è vero, che sì la poetessa parla e discorre con sé e per sé, che sì dialoga con gli altri, per gli altri, ma ti accorgi subito che trattasi di un discorso, di un dialogo a cui tu stesso sei chiamato a partecipare che ti coinvolge e ti appartiene. E sì, ti appartiene, appartiene anche a te, perché è tuo. È tuo perché è un discorso universale, è il discorso dell’amore. È Amore. Ed è un parlare semplice quello della Scrugli, un parlare col cuore e al cuore, un parlare di sentimenti che ti trascinano, ti conquistano, ti travolgono come onde del mare in una risacca senza fine, senza fondo, un parlare al cuore di chi si ama che percepisce e accetta perché è un parlare d’amore. Un filo di tristezza, di malinconia percorre per intero tutta la raccolta in un iter di sentimenti delicati e forti che non si lasciano sopraffare dalle avversità della vita, anzi vi è una forza reattiva che spinge la poetessa a superare ogni momento di tristezza per trovare rifugio, conforto e salvezza nell’amore. È l’amore che fa vincere alla poetessa ogni dubbio, ogni incertezza. E si interroga, e si pone quasi con criticità verso motivi assiomatici che in quanto tali non dovrebbero mai essere messi in dubbio (L’Aldilà) per dire di voler credere per giocare per intero questa scommessa, scommessa di fede, scommessa d’amore perché è con la fede e con l’amore che può essere vinta la partita della morte, della vita.
Sottotitolo: una vita capovolta Autore: Mauro Vitaliano Pagine: 58 Dimensioni: 15x21x0,6 cm Collana: π Numero: 11 Lingua: Italiano ISBN: 978-88-95031-48-4 Costo: € 8,00 Genere: Poesia Argomento: Poesia intimista È sempre con apprensione che mi accingo ad aprire un libro di poesie, specie se ancora in fieri, ancora da pubblicare. Non è stato così con Oruam: da subito ho sentito un’attrazione che mi ha preso nello spirito e nell’animo. Un mistero, che mi ha spinto a fare domande, a dare risposte. È impossibile leggere le poesie di Mauro Vitaliano senza fare domande, senza farsi domande, sul mistero che ci vincola e ci lega alla terra, sul mistero della vita, del nostro esistere, del nostro vivere. È l’eterno dissidio di shakespeariana memoria essere o non essere, il dubbio che da sempre assilla l’uomo, il dubbio che in quanto dubbio dà sicurezza, dà certezza: cogito ergo sum (Cartesio, Discorso sul metodo). Sono domande che lo stesso Vitaliano si pone alla ricerca spasmodica di una risposta difficile e sofferta. Difficile e sofferta come difficile e sofferto è il vivere quotidiano nella società postindustriale, postmoderna, di globalizzazione totale, di annullamento individuale, di totale conformazione su modelli preconfezionati dove sembrerebbe che l’uomo stesso venga annullato nella sua identità, dove anche i sentimenti vengono guidati da una linea insensibile, asettica e refrattaria ad ogni sollecitazione intima o esteriore. E allora la poesia è una catarsi, un rifugio, una ricerca, uno scavare dentro, un chiedersi e domandarsi sui motivi del vivere, del significato della propria vita: “Sono o non sono vorrei solo esistere./ Sono o non sono vorrei solo respirare” (Indefinita), e tenti di uscire da una “fredda inquietudine” (Lago dei cigni) mentre senti intorno la città inumana, viva ma inumana, che ti stritola, che ti “ingoia nel suo cemento/ le sue arterie come serpenti strisciano nelle (tue) paure/ mordono la (…) pelle, iniettano il veleno” (Malessere metropolitano).
Leggi alcune pagine del libro Leggi la recensione su Il Quotidiano, Calabria Ora e Il Quotidiano
Sottotitolo: carteggi delle solitarie notti Autore: Alessandra Buttiglieri Pagine: 78 Dimensioni: 15x21x0,8 cm Collana: π Numero: 12 Lingua: Italiano ISBN: 978-88-95031-46-0 Costo: € 10,00 Genere: Poesia e racconti Argomento: Poesia e racconti intimisti Non è facile leggere Alessandra. Non è facile carpire il significato di parole messe giù nelle sue notti solitarie e silenziose. Bisogna saperla ascoltare la sinfonia delle sue parole, immobilizzarsi davanti al continuo ondeggiare dei suoi umori e inermi lasciarsi trasportare. È un incastro di parole il suo che incanta e incatena, non riesci a mollare la presa, l’occhio scorre sulle pagine bianche macchiate di nero e si ubriaca di immagini senza spazio né tempo, senza aria e respiro. Sono parole le sue cariche di significati intrappolati in significanti raffinati ma alle volte incomprensibili a chi si accosta alla lettura con sufficienza e superficialità. Per capire Alessandra basterebbe solo guardarla scrivere. Il suo volto si concentra e si prepara, diventa serio e malinconico. La rabbia le ruggisce dentro e si placa solo dopo aver messo la parola fine al suo testo accorato. Il suo labor limae diventa ossessivo e ricercato. Cerca la parola che s’incastri nel suo puzzle frastagliato e si compiace di provocare un sussulto in chi la legge. Un dolce tormento. Allittera Alessandra, nei suoi scritti mostra una meticolosa e solida conoscenza delle regole di retorica. Cerca l’effetto che sconvolge e se non lo trova torna indietro, rimescola un po’ le carte, e tira fuori il suo poker d’assi concludendo la partita soddisfatta.
Leggi alcune pagine del libro
Sottotitolo: Canto d'amore Autore: Rocco Cantafio Pagine: 58 Dimensioni: 15x21x0,8 cm Collana: π Numero: 13 Lingua: Italiano ISBN: 978-88-95031-55-2 Costo: € 5,00 In quest’opera, Tenerezze - la quale certamente non sarà l’ultima poiché Cantafio è sorprendente e pubblica senza sosta - emerge una sola ed unica poetica nella sua compostezza. Non più immagini, aspetti di estasi e di catarsi, di figure femminili idealizzate fino all’inverosimile ma amore concreto, come è reale la donna a cui vengono indirizzate le 42 liriche, ognuna con un momento, un episodio, un luogo appropriato, anche se in generale, si consumano presso il “tempio sacro” dell’amore. Il poeta Cantafio continua le sue liriche “con voce emozionata”. Si emoziona colei che ha di fronte, appunto, perché è amore non finzione sessuale, la donna amata. Egli acquista maggiore credibilità letteraria e poetica per la sincerità e la semplicità che esprimono le sue liriche. Da qui la sua dedica: l’ideale femminile, in ogni opera perseguito, si è trasfigurato in realtà. Egli così, certamente appagato come tutti i geni e i ricercatori della perfezione linguistica, si inchina, direi quasi si prostra, raccoglie le ali dell’amore. Sembra quel grande uccello umano, l’angelo con le ali sempre alate, che si china in ginocchio di fronte a quell’unica bellezza di donna raggiunta. Il miracolo si è compiuto! Niente catarsi, niente angosce, niente ripensare ed inseguire fantasmi dell’amore attraverso le immagini (Sei donna/ …/ sei reale e viva).
Sottotitolo: Poemas Autore: Francesco La Torre Pagine: 72 Dimensioni: 15x21x0,8 cm Collana: ? Numero: 14 Lingua: Italiano ISBN: 978-88-95031-66-8 Costo: € 10,00 In un libro di poesia colpisce l’affermazione “La poesia è inutile e meschina” (Lovelife) che costringe il lettore a fermarsi e meditare. Fermarsi e meditare sul valore della poesia oggi, sull’importanza della poesia in questo secolo avviato in un cammino esasperatamente tecnologico, condizionato da una evoluzione nella tecnica della comunicazione che vede anche il linguaggio artistico e poetico andare alla ricerca di un approdo nuovo da scoprire. Francesco La Torre è uno dei giovani poeti che nella sua opera pone il problema del nuovo sentire, del nuovo parlare. Egli ci presenta una poesia giovane, intensa, vivace, che, ancorata a tecniche espressive già collaudate, si spinge oltre e pone al centro dell’attenzione la parola e il verbo. Il verbo come parola capace di intaccare i sentimenti umani e trasfonderli nella scrittura che in La Torre diventa un’immagine simbiotica di fantasia e realtà, di passato e di presente, di ricordi e di azioni nel loro evolversi. È l’evoluzione della parola, che incide il verso e lo esalta nella sua tipicità, a caratterizzare la poesia del Nostro in un confronto serrato e ragionato con il mondo che lo circonda visto in un barlume di chiaroscuro nei suoi aspetti reali e contraddittori. A tal proposito è bene citare le poesie Fumo, non fumo e Presente inerme per avvalorare la nostra affermazione di prima. È la poesia dei contrasti, della contraddizione, della ricerca spasmodica dell’essere se stessi in un confronto personale dell’uomo con l’uomo per capire il perché della propria esistenza.
Leggi alcune pagine del libro Leggi la recensione su jblasa.com, La Piazza, Ilfattoonline.it e Laprimapagina.it Guarda le foto su Laboart