M.G.E. : Collana π (7)

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Collana π (7)
1. Storii du Burgu

Sottotitolo: 'na cuntrata i Trupea
Autore: Antonio Cotroneo 
Pagine: 110
Dimensioni: 15x21x0,8 cm
Collana: π
Numero: 1
Lingue: Dialletto tropeano - Italiano 
ISBN: 978-88-95031-05-7
Costo: € 9,50
Genere: Poesia dialettale - Racconti brevi
Argomento: Storie popolari e riferimenti biografici

Breve recensione (di Nicola Currado): Solitamente i libri scritti sulla propria città sono agiografici, tendenti cioè ad illustrare e celebrare, oltre che le bellezze vere o presunte, un passato ricco di gloria (comprensibilmente enfatizzato) oppure tradizioni locali particolari, generalmente riconducibili a solenni feste liturgiche-patronali o ad eventi sociali, che danno un cliché stereotipato, ma distinguibile. Il lettore, in questo scritto, non troverà nulla di simili melense, ma, al contrario, egli potrà distinguere chiaramente una sequenza di immagini in chiaro e scuro che, una volta accumulate nella mente, si tradurranno in una lineare sequenza dinamica, in un lucido film mentale da cui non può che emergere, decisamente più fulgida - nonostante l’inerzia degli uomini e l’avversità della loro opera - la bellezza straordinaria del luogo natío dell’autore, vanto del Mediterraneo: Tropea. Le immagini, a volte, possono apparire persino impietose, ma sono sempre rispondenti al vero, riconducibili a testimonianze e ricordi diretti. Anzi - come hanno insegnato i grandi maestri del colore - proprio le pennellate scure consentono il contrasto necessario a rendere più marcata la luminosità e la densità delle immagini chiare. Peraltro Tropea non ha bisogno di didascalie ritrite, poiché nell’immaginario collettivo è oramai più che nota come meta di vacanze indimenticabili, che si consumano in uno scenario incantevole fatto di bianche spiagge, di mare cristallino, di vedute mozzafiato, di chiese costruite a picco su ripide rupi, di un vulcano - lo Stromboli - che interseca magicamente la linea dell’orizzonte, e di tramonti paradisiaci, prodotti dalle modulazioni della luce, che rende un gran fascino alla città. Nelle intenzioni dell’autore i racconti avevano lo scopo precipuo di spiegare le poesie in vernacolo a cui sono abbinati, per una più agevole comprensione, non letterale, ma del loro contesto socio-economico. Ma, come qualche rara volta avviene, il risultato travalica le intenzioni dell’autore, prendendo forma e sostanza di un’opera autonoma rispetto alle stesse poesie. Emerge uno spaccato della società della seconda metà del Novecento di straordinaria forza, che rispecchia la vita ed i problemi sociali, non solo di un quartiere - il Borgo (‘u Burgu’) - ma risalendo, dell’intera Tropea, della Calabria e di tutto il Meridione, accomunato nella stessa annosa questione.


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€ 9,50
2. La luna dietro l'araucaria

Sottotitolo: Frammenti tropeani
Autore: Tiziana Aliffi
Pagine: 110
Dimensioni: 15x21x0,8 cm
Collana: π
Numero: 2
Lingua: Italiano 
ISBN: 978-88-95031-02-6
Costo: € 8,50
Genere: Poesia 
Argomento: Poesie su Tropea 

Breve recensione (di Anna Angiò):  Alla sensibilità di Tiziana Aliffi, pittrice e poetessa, il fascino di Tropea ha offerto facile ispirazione. E’ nata così la splendida raccolta di frammenti tropeani "La luna dietro l’araucaria" (il titolo deriva dalla poesia di Francesca Angiò che l’autrice ha voluto includere nella sua raccolta), che ora descrivono un luogo, un paesaggio, un momento, ora suggeriscono stati d’animo, ora si soffermano su caratteristiche atmosfere. La particolarità degli spunti e dei motivi si inserisce in un universo poetico di ampio respiro, che comprende motivi eterni di riflessione poetica, espressi con raffinatezza ed eleganza stilistica, non disgiunte, talora, da una garbata ironia. 


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€ 8,50
3. Io non capisco

Sottotitolo: poesie
Autore: Pasquale De Luca
Pagine: 88
Dimensioni: 15x21x0,7 cm
Collana: π
Numero: 3
Lingua: Italiano 
ISBN: 978-88-95031-08-8
Costo: € 8,50
Genere: Poesia
Argomento: Poesia intimista

Breve recensione (di Teresa Giofrè): Atmosfere appassionate e malinconiche attraversano gli echi di un passato che, riaffiorando nei ricordi, si nutre di una quotidianità intensa che conosce bene i meandri dell’anima e guida il lettore ad analizzare e percorrere i propri. Questo è stato l’aspetto che subito mi ha conquistato nella lettura “gustata” dei componimenti di questa raccolta, i quali riescono a “contaminare”, con un movimento minimo, ma infa-ticabile e continuo, ogni nascosto angolo dell’intimo umano. In una realtà ormai povera di ideali, smembrata in tante vuote appendici di pseudo neo-culture che pongono l’accento sugli aspetti più deturpanti e mortificanti del vivere umano, svuotando di significato le parole e impostando discorsi in grado di mettere a nudo solo lacerazioni, è un piacere poter apprezzare una risalita alle radici del linguaggio, liberato da ogni manipolazione, attingendo in modo denotativo e connotativo al luogo immagi-nario e ancestrale delle proprie pulsioni vitali, genuine e intatte, che talvolta, con pochi accordi o meglio nuclei di concetto rimandano a proficue riflessioni e a sinfonie di emozioni che fanno vibrare l’anima.


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€ 8,50
4. Terra mia

Sottotitolo: Cui ti vidi, ti vurria
Autore: Francesco Restuccia
Pagine: 76
Dimensioni: 15x21x0,6 cm
Collana: π
Numero: 4
Lingue: Dialetto joppolese - Italiano 
ISBN: 978-88-95031-09-5
Costo: € 7,50
Genere: Poesie e racconti
Argomento: Poesie e racconti umoristici

Breve recensione (di Lino Daniele): Terra mia - Cui ti vidi, ti vurria” è l’ultima pubblicazione del poeta-scrittore Francesco Restuccia, composta da tredici poesie in vernacolo calabrese e sei novelle; queste ultime (tranne l’inedita “L’ultimo fabbro”) ed alcune poesie sono già state pubblicate dall’autore in precedenti edizioni. Raccogliendole tutte in una sola opera, il poeta ci offre in modo chiaro e completo uno spaccato della società calabrese dello scorso secolo. Rispetto alle opere pubblicate negli anni precedenti - che hanno avuto ampi riconoscimenti dalla critica e dal pubblico - “Terra mia” appare diversa. Non più il realismo crudo di “Cecco il difficile”, della “Collina dei sogni” o della “Moglie dell’onorevole”, ma un realismo che sfocia a tratti nel surrealismo e una creatività capace di costruire personaggi originali e bizzarri. Specie nelle poesie, il Restuccia dimentica di essere uno scrittore, si libera dal suo bagaglio culturale, assimilato attraverso la lettura e gli studi continui, e si tuffa nel pozzo della memoria alla ricerca della civiltà contadina, di cui si sente ancora figlio, sebbene se ne sia allontanato per motivi di lavoro. Di questa riesce a coglierne benissimo alcuni aspetti caratteristici e a metterne in risalto le negatività; queste sono determinate superstizioni e atteggiamenti che hanno angosciato l’infanzia delle generazioni passate, quando ancora non c’era la televisione. In “Terra mia” l’autore compie una piccola rivoluzione rispetto alle opere scritte nel passato. Mentre lì, infatti, egli usa quasi sempre la scure contro la società ingiusta e corrotta, qui, invece, alle ingiustizie e all’immoralità egli reagisce con umorismo; un umorismo non sottile, ma forte - forse anche più duro della scure - e che fa riflettere e allo stesso momento ridere il lettore dalla prima all’ultima pagina. Un umorismo progressivamente sempre più graffiante, che riesce a corrodere ed abbattere le credenze che hanno segnato negativamente le antiche civiltà contadine e sulle quali i maghi televisivi hanno costruito la loro fortuna.


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€ 7,50
5. Un cielo fitto di stelle
Sottotitolo: scintille di pensieri
Autore: Dalida Fusco
Pagine: 102
Dimensioni: 15x21x0,8 cm
Collana: π
Numero: 5
Lingua: Italiano 
ISBN:
978-88-95031-13-2
Costo: € 8,90
Genere: Poesia
Argomento: Poesia intimista
 

Breve recensione (di Enrico Scarpellini): Ciò che conta, per Dalida, sono sempre stati i sentimenti, la forza delle proprie radici e la tenacia nel compiere la propria missione, qualunque essa sia. Il suo modo di essere e, nello stesso tempo, la sua grande aspirazione è soprattutto l’armonia. Armonia del Creato, armonia nella musica, nelle arti figurative, nell’espressione poetica, armonia nei rapporti umani. La sua ricerca nasce istintiva, non ama i compiacimenti né le citazioni, le sue immagini le appartengono, si formano in un’emozione, attraversano il suo vissuto, ne assumono il sapore, amaro o dolce o a volte entrambi, e finiscono su un foglio di carta sul quale assai raramente compaiono correzioni e ripensamenti, ma sempre la sua firma, come un timbro.Dalida è tutto questo e molto altro, ma solo chi comprende fino in fondo ciò che comunica attraverso le sue liriche, nelle righe e fra le righe, può dire di conoscerla bene. A distanza di anni leggere i suoi scritti mi emoziona ancora, ma non posso essere certo che ricordi e sentimenti personali non deleoabbiano un ruolo in tutto questo: se non è il caso di scommettere sulla mia obiettività può invece essere sorprendente scoprire, attraverso la lettura, che ciascuno può condividere le stesse emozioni.

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€ 8,90
6. Minerva vs Venere

Sottotitolo: saggezza e bellezza
Autore: Antonina De Leo 
Pagine: 80
Dimensioni: 15x21x0,8 cm
Collana: π
Numero: 6
Lingue: Dialletto joppolese - Italiano 
ISBN: 978-88-95031-27-9
Costo: € 8,00
Genere: Poesia
Argomento: Poesia intimista

Breve presentazione: Un antico mito narra che la Dea Minerva, Dea della saggezza e dell’intelligenza, sull’Olimpo viveva estraniata e reietta dagli altri Dei perché ritenuta la meno bella; neanche Giove dimostrava un po’ di compassione preferendo le altre a lei. La più corteggiata tra loro era Venere, Dea della bellezza e dell’amore, che per prima disprezzava Minerva, vantandosi con lei di essere la più bella e la più corteggiata, a differenza della Dea della saggezza, destinata a rimanere per sempre nell’ombra perché non possedeva la bellezza. Un giorno, le due Dee ebbero uno scontro; Minerva affrontò Venere con tutta la collera derivata in lei dal troppo subire e tacere: «Tu, che non capisci che oltre bellezza null’altro tieni! Dimmi a che ti serve il tuo lato esteriore se dentro sei vuota come il mondo e come questo tempo? Non sai che la bellezza esteriore ha fine prima o poi? Non sai che la vera potenza è interiore? Quella non svanirà mai! Prima che mi dirai risposta, la mia gloria avrò già avuto e tu ti ritroverai irrimediabilmente sola, perché puoi essere bella quanto vuoi, ma se non hai un briciolo d’intelligenza, allora passerai. Solo chi ha in mano la saggezza ha in mano il mondo». Con queste parole Minerva congedò Venere e non si sbagliò; prese, infatti, in seguito la sua rivincita sulla Dea dell’amore quando quest’ultima fu dimenticata dagli uomini che innalzarono Minerva come protettrice della Grecia dedicandole la città di Atene, chiamata così dal nome greco della Dea, Athena, appunto. Il mito della lotta infinita tra la bellezza e la saggezza si rispecchia in molte delle poesie presenti in questa raccolta che si intitola appunto Minerva vs Venere. Lo scontro, reale ed immaginario allo stesso tempo, avviene oltre che nell'intimo della poetessa anche all'esterno, ossia nella realtà che la circonda. Ciò che colpisce di più in questa raccolta di poesia è il fatto che allo scontro tra saggezza e bellezza la poetessa unisca, spesso e volentieri, in modo non del tutto percettibile, altre lotte e contrasti, interiori ed esteriori, tra la felicità e la tristezza, tra la solitudine e la compagnia, tra il fare e il non fare, tra l'amore e l'odio. Insomma una poesia onesta e sincera che, nata dallo sfogo dell'autrice per un'esistenza spesso frustrante, finisce per dare al lettore un'occasione di riflessione su valori e sentimenti comuni.


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€ 8,00
7. La strada della lentezza

Sottotitolo: da una sponda all'altra del mare
Autori: Antonio Cotroneo - Mariaelisa Giocondo 
Pagine: 76
Dimensioni: 15x21x0,8 cm
Collana: π
Numero: 7
Lingue: Dialletto tropeano - Italiano 
ISBN: 978-88-95031-21-7
Costo: € 9,00
Genere: Poesia
Argomento: Poesia intimista

Breve presentazione (di Pasquale De Luca): Ha intuito bene l’editore Meligrana quando ha deciso di mettere insieme, nello stesso libro, due poeti in tutto e completamente diversi fra loro: Antonio Cotroneo di Tropea, sul Tirreno, e Mariaelisa Giocondo di Gerace, sullo Jonio. Accostare, in alternanza una con l’altra, le poesie di Cotroneo e quelle della Giocondo, a primo impatto sembrerebbe una forzatura, una scelta avventata. E invece no. Infatti, ciò permette al lettore una lettura varia e difforme, un confronto fra due autori talmente diversi e lontani fra loro da chiedere al critico attenzione e ponderazione di giudizio. Attenzione alla tematica dai due affrontata, al retroterra storico-ambientale-culturale, alla tecnica poetico-strutturale, al lessico da essi adoperato. Ponderazione di giudizio onde evitare il rischio di superficiali confronti basati sulla semplicità di luoghi comuni astratti e non criticamente verificabili. Leggere la poesia dell’uno e subito dopo, quando ancora resistono in sfumature di pensieri i contenuti della prima poesia, leggere la poesia dell’altra in un cambiamento subito e improvviso, aiuta al confronto, in una captatio imaginum, chiara e totalizzante, di due autori così distanti nel tempo e nello spazio, così diversi nella persona e nella formazione umana.


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€ 9,00