M.G.E. : Collana M (1)

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Collana M (1)
1. Woodrow Wilson alla Conferenza di Parigi

Sottotitolo: Il primo antiamericanismo
Autore: Giuseppe Meligrana
Pagine: 144
Dimensioni: 15x21x0,8 cm
Collana: M
Numero: 1
Lingua: Italiano 
ISBN:
978-88-95031-00-2
Costo: € 10,00
Genere: Saggio storico
Argomento: Storia - I Guerra Mondiale 

Breve riassunto dell'opera: il libro analizza il comportamento di Woodrow Wilson, ventottesimo presidente degli Stati Uniti d’America, durante la Conferenza di Parigi del 1919, che ha posto formalmente fine alla Prima Guerra mondiale. La conferenza doveva, secondo Wilson, costruire una pace innanzitutto giusta, cioè non punitiva verso i vinti, ma soprattutto duratura, cioè stabile nel tempo. Egli perciò era andato a Parigi con un preciso – anche se piuttosto generico – piano con il quale si proponeva di rivoluzionare le relazioni internazionali, eliminando del tutto l’ormai anacronistico sistema del balance of power e creando pertanto la Società delle Nazioni, che avrebbe imposto il diritto internazionale tra gli stati e scongiurato, attraverso politiche di disarmo, decolonizzazione e collaborazione economica, il pericolo di nuove guerre. A Parigi, però, egli non solo trovò di fronte a sé l’ostilità degli alleati, che erano alquanto riluttanti ad accettare la sua new diplomacy e pertanto limitare il loro ius ad bellum, ma si scontrò anche con la complessità etnica e nazionale europea, che non permetteva di tracciare ‘giusti’ confini in base al principio dell’autodeterminazione dei popoli. Egli pertanto di fronte agli alleati – che per la prima volta nella storia si dovettero confrontare e scontrare con gli ideali americani, determinando appunto il primo episodio di antiamericanismo –, di fronte alla complessità dei problemi, alla difficile situazione economica europea ed all’opposizione del Senato americano, fedele all’isolazionismo, dovette per forza di cose rinunciare al suo programma di pace originario ed accettare quasi sempre, Italia esclusa, ingiusti compromessi. Il suo idealismo dunque, che era basato tra l’altro su un’eccessiva fiducia nell’indole umana e sull’errata convinzione che l’opinione pubblica mondiale era dalla sua parte, andò nel corso della conferenza pian piano scemando. Le errate valutazioni sulle diverse questioni, la sfortunata dinamica dei fatti ed i suoi errori di calcolo, causati dalla assoluta mancanza in Wilson dell’arte della diplomazia, porteranno pertanto il presidente americano ad accettare di firmare un ingiusto trattato. Le ingiustizie pregiudicheranno la ratifica americana del trattato, che conteneva tra l’altro lo statuto della Società delle Nazioni, a cui Wilson, in un mix tra giustificazione e speranza, alla fine aveva dato l’infausto compito di revisionare le ingiuste clausole del trattato, per ottenere così quei risultati che a Parigi egli stesso non era riuscito a raggiungere. 

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€ 10,00