Titolo: La concezione etico-pedagogica della politica in Tommaso Campanella
Sottotitolo: Analisi del pensiero critico
Autore: Giuseppe De Vita
Pagine: 90
Dimensioni: 13x19x1 cm
Collana: Cercatori di perle (di saggezza)
Numero: 1
Lingua: Italiano
ISBN: 978-88-95031-25-5
Costo: € 11,00
Genere: Saggio breve
Argomento: Filosofia-politica
La filosofia politica è quella scienza che si occupa in parte di descrivere le organizzazioni sociali, passate e presenti, e in parte di valutare queste organizzazioni. Per esempio, descrive i caratteri essenziali di varie forme di governo (democrazia, monarchia e così via) e nel contempo si pone varie domande su di esse, come “Qual è la giustificazione ultima per l'esistenza di una qualsiasi forma di governo?”. Un problema fondamentale affrontato dalla filosofia politica è la differenza tra l'agire politico e l'agire in modo moralmente giusto: l'azione umana riconosciuta moralmente giusta non corrisponde necessariamente ad un'azione politicamente valida e viceversa (nell'affrontare questo problema è valida l'idea di Machiavelli che per primo è riuscito a separare completamente la politica dalla morale e dalla religione). Essa si occupa, inoltre, di problemi come “Quali sono (o quali dovrebbero essere) i giusti limiti del potere del governo sui membri della società?”, “É possibile esercitare un rigido controllo sugli affari economici delle persone senza limitare la loro libertà politica?” oppure “I rappresentanti eletti di un corpo legislativo dovrebbero votare come credono meglio o dovrebbero semplicemente rispecchiare l'opinione di maggioranza del loro elettorato?” e così via. Possiamo caratterizzare ancor meglio la filosofia politica suddividendo le sue teorie in "classiche" e "moderne". Le teorie politiche classiche possono essere definite, in linea di massima, teorie che offrono dei consigli su come realizzare una società ideale. Di converso, le teorie moderne si dedicano primariamente al chiarimento del significato di questi consigli e dei termini che usiamo nelle discussioni politiche. Le teorie moderne cercano di rispondere a domande come “Cosa s'intende con la locuzione 'diritti umani universali'?” oppure “Qual è la corretta analisi del termine 'Stato'?” e cosi via. Fatta questa premessa, quando il mio caro amico Giuseppe De Vita mi ha proposto di presentare il suo lavoro su uno dei più grandi esponenti della Storia della Filosofia Politica, Filosofo, Pensatore, Poeta e nostro conterraneo, Tommaso Campanella, ne sono stato felice ed onorato. In un testo ben articolato, scorrevole, osserviamo una analisi 'di qualità' di una personalità così eclettica - potremmo dire di un 'tuttologo' - come il Campanella. Il volume, non semplice, è estremamente interessante specie osservando il punto di vista preso in esame dal De Vita, ovvero la visione politica del Campanella che unisce il desiderio di rinnovamento del mondo, la riforma della società e la lotta per nuovi ideali. Il pensiero politico di questo grande intellettuale non si adegua mai alla storia, apparendo talvolta “troppo avanti e spesso troppo indietro”, come il De Vita cita nel testo, e la Città del Sole, forse la più straordinaria opera campanelliana, mette in evidenza una insolita utopia che a volte fa richiamare alla mente il desiderio dell'esistenza di una Città antica e, di contro, appare spesso una Città estremamente moderna. Il libro fa trasparire la figura di una personalità che bene ha saputo proiettarsi nel futuro, esaltando realtà mistiche e utopiche, specie con la Città del Sole, e dimostrando una concezione universalista, teologica e politica dello Stato. Il fulcro della tesi del De Vita è la caratterizzazione pedagogica ed etica del pensiero campanelliano. Campanella idealizza uno Stato di cultura e di moralità in cui predominano il senso del diritto, lo spirito di giustizia, l'armonia sociale dei doveri e degli interessi collettivi, affinché ognuno possa partecipare attivamente allo sviluppo della ricchezza e della cultura comune; uno Stato, dunque, che riconosce nella religione il mezzo più potente dell'educazione umana. Da qui, come ho prima accennato, si evidenzia la sostanziale differenza con la concezione machiavellica di uno Stato laico. Vi è da dire che le funeste vicissitudini dell'Italia nel periodo della tirannide spagnola hanno notevolmente influenzato il pensiero del filosofo calabrese tanto da portarlo a vedere la penisola italica come un luogo dominato dall'ipocrisia e dall'ignoranza; per questo, egli va alla ricerca dei rimedi partendo, come afferma il De Vita, dalla ricerca di una ricostituzione della “tempra psicologica, intellettuale e morale dell'individuo” al fine di rinnovare l'uomo nei suoi rapporti con la comunità sociale. Il De Vita giudica Tommaso Campanella come il filosofo che, assieme a Giordano Bruno e Bernardino Telesio, seppe aprire le porte alla filosofia moderna, offrì il suo apporto al passaggio dal medioevo all'età moderna e diede il migliore esempio per una “pedagogia politica e sociale intesa a rivedere le basi e le funzioni costitutive dello Stato moderno”.
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